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Milano, nuovi poveri: alla Caritas lunghe file per il cibo

Sono sempre di più. E fra di loro ci sono sempre più giovani. Sono gli italiani in coda davanti alle sedi del Pane Quotidiano, l’associazione laica di volontariato che da oltre un secolo si occupa dei milanesi in difficoltà e distribuisce ai bisognosi alimenti e generi di prima necessità. Tutti i giorni in Viale Toscana, dalle 7 del mattino a mezzogiorno, migliaia di cittadini si mettono in fila per ritirare un pacco alimentare. Nel frattempo, altre 1700 persone sono in coda presso un’ altra sede dell’Associazione che si trova in viale Monza. In entrambe le sedi si possono incontrare senzatetto e disoccupati, soprattutto uomini, ma anche un 30% di donne. Sono i nuovi poveri, i dimenticati dei nostri giorni.(Continua dopo la foto)

Gli italiani sono almeno il 40%, quasi tutti sono rimasti senza reddito a causa dell’epidemia: non hanno ricevuto aiuti perché precari o assunti in nero. Alcuni di loro hanno addirittura rinunciato a cercare un lavoro che non si trova. Una città come Milano, che si vanta di essere un centro della finanza, delle banche, dei grattacieli e che vorrebbe forse assomigliare a una New York italiana può veramente lasciare migliaia di cittadini senza cibo da mettere in tavola? È logico chiedersi che cosa stiano facendo le nostre istituzioni per arginare questa deriva. Perché, è bene ricordarlo, oltre al cibo da mettere in tavola la gente ha bisogno di ritrovare la dignità di un lavoro.

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