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Sospetti e minacce agitano il centrodestra. Perché la Meloni sarebbe infuriata con gli alleati

Altro che centrodestra unito. Le varie trattative dietro le quinte per sbrogliare la crisi di governo non fanno altro che spaccare l’alleanza e creare sospetti tra i tre leader. E la più imbufalita sembra essere proprio Giorgia Meloni. Come racconta in un retroscena Barbara Acquaviti sul Messaggero, la leader di FdI avrebbe addirittura avrebbe minacciato di salire al Quirinale da sola. “Se per caso servisse ancora una prova del caos in cui la crisi di governo ha precipitato il centrodestra, a fornirla è la rocambolesca capriola che nel volgere di una notte, ha sottratto il senatore Luigi Vitali all’abbraccio di Giuseppe Conte per riportarlo nel perimetro della coalizione. Dietro il coup de theatre, dice l’ex sottosegretario alla Giustizia, ci sono due distinte telefonate in cui, prima Silvio Berlusconi e poi Matteo Salvini, lo hanno rassicurato sulle loro aperture a governi alternativi una volta che Giuseppe Conte avrà portato via gli scatoloni da palazzo Chigi”. (Continua a leggere dopo la foto)

Nel centrodestra l’uscita dalla crisi non porta in un’unica direzione. “La compattezza sbandierata è solo una questione di immagine. Ma questa volta a rendere ancora più paradossale la situazione è il fatto che questo pomeriggio la coalizione, in una nutrita delegazione di 12 persone, si presenterà tutta unita al Quirinale per le consultazioni, piccoli partiti compresi. Per dire cosa, visto che Giorgia Meloni vuole a tutti i costi le elezioni mentre Silvio Berlusconi parla di governo di unità nazionale e Matteo Salvini ondeggia tra il ridare la parola agli italiani e altri possibili scenari?”. (Continua a leggere dopo la foto)

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Eppure, fino a pochi giorni fa, il leit motiv su cui i tre leader dei principali partiti si erano messi d’accordo suonava più o meno così: meglio due mesi persi per votare che due anni di non governo. “Ora Meloni è rimasta ferma a quel punto e dentro Fratelli d’Italia c’è chi guarda con sospetto a queste mosse degli alleati. Nella direzione del partito, che si è riunita ieri sera proprio alla vigilia delle consultazioni, è emerso nervosismo ed è stato chiesto alla leader sovranista di valutare anche l’opzione di andare da soli al Quirinale, spaccando la delegazione unitaria”. (Continua a leggere dopo la foto)

“Il tema del voto ci ha tenuto uniti finora e ci terrà uniti anche al Quirinale, poi ci sono sicuramente sfumature diverse e ipotesi di piani B che altri hanno e che io non prendo in considerazione”, ammette Giorgia Meloni. In realtà, Fratelli d’Italia, in termini elettorali, ha tutto da guadagnare da uno scenario del genere: meno Matteo Salvini fa il duro e puro, più lei può andare a mietere nei campi del suo consenso. “Noi siamo sempre stati per l’unità del centrodestra, ma se sono loro ad andare da un’altra parte non c’è dubbio che per noi si aprono praterie”, confida un dirigente sovranista. 

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