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Meloni asfalta Macron. La stampa francese rosica di brutto. E la lezione del Berlusca…

Pubblicato il 30/01/2024 14:38

Come canta Paolo Conte, quando vinceva Bartali i francesi si “arrabbiavano”. Si sa che da quelle parti sono assai pieni di sé. E quando qualcuno arriva dall’Italia e si dimostra più bravo o più furbo di loro, non vogliono accettarlo. O, come si dice oggi, rosicano di brutto. Ecco quindi che l’attivismo di Giorgia Meloni sul fronte africano, un territorio che i cugini d’Oltralpe considerano roba loro, ha fatto impazzire di rabbia la stampa transalpina. Perché, di fatto, con il dialogo aperto con i leader africani Meloni ha asfaltato Macron. Lo ha preso in contropiede e gli ha tolto lo spazio d’azione. E ha anche dimostrato di avere fatto propria la lezione di Berlusconi. Al Cavaliere si poteva dire tutto, ma non di non saper gestire gli affari. (continua dopo la foto)

I buoni rapporti del Berlusca con Gheddafi aiutarono a pacificare la Libia e garantirono forniture di gas a prezzi vantaggiosi al nostro Paese. Sino a che proprio i francesi, con i loro alleati, guidarono la disastrosa “campagna di Libia” che culminò con la morte dell’ex leader libico. Guarda un po’ il caso. Comunque sia, la Meloni sa il fatto suo. Ha aperto un canale diretto con l’Africa e ha inanellato una serie di successi diplomatici che fanno molto ben sperare per il futuro. E i quotidiani transalpini si sono agitati parecchio. Da giorni non fanno che minimizzare i successi della nostra Premier. O sottolinearne i fallimenti sull’immigrazione, senza nemmeno un tentativo di analisi o di approfondimento. Ma per quanto ci provino, la beffa resta: ora Macron non è più il primo interlocutore dei Paesi del Maghreb. Ora è l’Italia in prima fila. (continua dopo la foto)

Anche perché i francesi in Africa non si sono fatti proprio benvolere. In molti li hanno accusati, nel tempo, di perseguire politiche neo colonialiste, soprattutto da un punto di vista monetario. Ma questo è un altro discorso. Ora, conta quello che ha detto ieri il Presidente dell’Unione Africana Assoumani al vertice Italia-Africa: “Riponiamo molte speranze nella presidenza italiana del G7 per la riduzione delle diseguaglianze, la risoluzione dei conflitti, lo sviluppo dell’imprenditoria, per stimolare gli investimenti e migliorare l’offerta di infrastrutture nei Paesi a basso e medio reddito”. Per poi concludere che “con l’Italia si lavorerà in sinergia”, ringraziando “gli investimenti italiani in Africa che contribuiscono alla creazione di posti di lavoro e infrastrutture”. Un’incoronazione in piena regola. Au revoir, dominio francese. Si aprono nuove prospettive, e per l’Italia è un’ottima notizia.