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M5S, tutti contro tutti. Spadafora? “O fiducia o lascio la delega”, (ma non lascerà)

Fuoco sotto cenere. Sembrerebbe proprio che il M5S sia una bomba a orologeria che si sta preparando a esplodere. Diversi sono i malumori, le frustrazioni e le invidie che ribolllono da mesi.

 Il Corriere della Sera parla di un incontro scontro -che ha visto tutti contro tutti- , un processo ai vertici del gruppo parlamentare, avvenuto “alle nove di sera, nell’Auletta dei gruppi ai piani bassi di Montecitorio”.

Tra gli argomenti più ardenti ci sono sicuramente: rendicontzioni e scadenza del 24 agosto per chi non si è ancora ‘messo in regola’ con annessa minaccia di “azione disciplinare”, la sfida per la leadership e il caso del ministro Spadafora con la delega allo Sport. Il ministro, che si è chiuso in un “silenzio istituzionale” ha comunicato al premier le sue intenzioni sulla vicena: “O il M5S mi riconferma la fiducia o sono costretto a lasciare.”

“Molti vorrebbero le dimissioni del capogrupo Davide Crippa”. Uno tra i punti di malessere, che viene riferito dal quotidiano come la novità è che “un centinaio di giovani deputati sono stufi di essere ‘eterodiretti’ da Di Maio o dal presidente Roberto Fico. “Tanti di noi sono bravi e competenti, eppure in tv mandano i soliti noti”, contesta uno tra i tanti del gruppo.

Anche Vito Crimi è diventato un bersaglio; la ex ministra Giulia Grillo lo liquida senza troppi complimenti: “Credo stia provando a far andare le cose bene, ma doveva essere un reggente pro tempore…”

Gli scompigli interni parlano chiaro, la fragilità dell’unità è evidente oramai da tempo. 

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