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Lopalco come il Grinch: “Ecco cosa dobbiamo fare a Natale ai non vaccinati”

Pubblicato il 18/11/2021 16:57

L’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, intervistato da Corriere della Sera, ci dà la sua ricetta su come gestire parenti e amici non vaccinati a Natale: «Lo chiamo il green pass dei piccoli circuiti sociali: se invito da me, i non vaccinati non entrano; se vado in casa d’altri, mi accerto che tutti siano dotati di green pass, sennò non vado». E dire che Pierluigi Lopalco sul Natale si dice: “moderatamente ottimista”. “Se tutti ci comporteremo bene, vaccinandoci e rispettando l’uso della mascherina, non ci saranno chiusure”, dichiara. Dà anche qualche indicazione su come difendersi dal virus nel mezzo dello shopping natalizio: «Ricordiamo che la mascherina è indispensabile, sempre. Basta quella chirurgica nei negozi. Se passeggiamo all’aperto indossiamola in caso di strade affollate». Consigli dello stesso tenore per chi si muove coi mezzi pubblici: «Sì, previa igienizzazione delle mani prima di entrare e dopo essere scesi. È una buona regola ovunque». Sulla paura di toccare oggetti che vorremmo regalare, però, Lopalco dice: «Va bene. Non diventiamo paranoici».

Sui misuratori di febbre, Lopalco dice che «Sono meno importanti rispetto a quando costituivano una delle poche misure a disposizione, all’inizio della pandemia. Oggi è difficile che qualcuno si azzardi ad andare in giro con la febbre». E poi arriva il clou: i consigli su come gestire gli inviti di Natale tra vaccinati e non vaccinati: «Le dico come gestisco la mia vita. Lo chiamo green pass dei piccoli circuiti sociali. Se invito da me, i non vaccinati non entrano. Se sono io ad essere ospite, mi accerto che i convitati siano muniti di passaporto verde, altrimenti mi dispiace, non vado. Così facendo ho la presunzione di fare pressione, di far sentire i no vax fuori luogo, la loro presenza sconveniente. Un po’ come succedeva con l’introduzione del divieto di fumo». “Non entrate nelle case di chi non è immunizzato”, insiste Lopalco.

“Abbracci, baci e strette di mano. Sì o no?” domanda la giornalista del Corsera. «Il rischio zero non esiste ma fra persone che si frequentano è sì. Mai invece la stretta di mano a uno sconosciuto anche se la porge e, non restituendo il gesto, passiamo da maleducati. Se non si può evitare, teniamo la boccetta di igienizzante in tasca. Dal Covid abbiamo tratto una lezione. Comportamenti ossessivi no, buona igiene sì».