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L’Italia che non si arrende! Tre donne producono e regalano mascherine ai propri concittadini

Pubblicato il 22/03/2020 16:27 - Aggiornato il 22/03/2020 16:30

Insieme possiamo fare la differenza”, questo è il messaggio positivo portato avanti da Elena Bocchetti che si è espresso attraverso la solidale iniziativa di produzione di mascherine. Davanti alla crescente richiesta di questi ormai introvabili presidi, Elena, titolare della farmacia di Comiso, ha reperito tutto il materiale possibile, contattato chi avesse una macchina da cucire e coinvolto dieci donne. Nel giro di 48 ore sono state cucite e regalate qualche centinaio di mascherine. “Grazie a queste maestre dal cuore d’oro è stata creata una catena di montaggio per mascherine di cotone, un tessuto facilmente sterilizzabile a qualunque temperatura. Dal momento che l’iniziativa ha subito riscosso un grande successo, la farmacia Bocchetti ha deciso di proseguire e ha lanciato un appello affinché chi, nel comune di Comiso, abbia una macchina da cucire si metta al lavoro per confezionarle e regalarle a chi ne fa richiesta in farmacia.

Anche Rosa Giampetruzzi, a Santeremo, di fronte a questo periodo di emergenza, che ora più che mai richiede gesti di eroica solidarietà e coraggio, ha risposto dando un notevole contributo. “Mi sono chiesta come posso aiutare il prossimo? Cosa so fare? Cucire. Allora devo confezionare le mascherine protettive, ormai introvabili oppure con prezzi da capogiro e contrastare così chi si è messo a lucrare persino su questo.” Grazie alla cooperazione con l’azienda Natuzzi, azienda presso la quale Rosa lavora, 2.000 mascherine saranno regalate e distribuite!

Anche a Bitonto una trentina di mascherine in tessuto sono state realizzate e donate al comando di polizia locale. Fatte a tempo di record da una sarta, la signora Beatrice, che ha risposto all’appello lanciato sul social dall’assessore al marketing territoriale Rino Mangini: “I nostri agenti di polizia municipale sono sprovvisti di mascherina. Non solo non ne hanno ma, pur volendo, non le possono acquistare perché sono introvabili. Sono per strada e in ufficio quasi h24.”

E’ importante ricordare, come hanno precisato gli stessi produttori solidali, che tali mascherine non sono a norma, quindi è comunque fondamentale attenersi meticolosamente alle regole per contrastare il contagio, però esse contribuiscono a renderne più basso il rischio quando dobbiamo inderogabilmente uscire.

Sono moltissime le iniziative come queste di solidarietà e proattività. Questi sono fatti concreti di storie meravigliose e incoraggianti che hanno molto da raccontare e insegnare! Di fronte le difficoltà l’Italia e gli italiani non si arrendono, ma si rimboccano le maniche e si danno da fare.