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La tortura (di Stato) del tampone. Ecco perchè quelli salivari non si possono usare per il Green Pass

Pubblicato il 23/08/2021 12:35 - Aggiornato il 23/08/2021 13:31

Vi siete chiesti come mai tra le alternative per ottenere il Green Pass non rientri quella del ricorso al tampone salivare? Vaccino o tampone, rigorosamente nasale, e puoi ottenere una carta che ti dà il diritto, la legittimità per assurdo, di girare liberamente. È un assurdità se consideriamo oltretutto che il vaccino è gratis e che non è lo stesso per il tampone. È ancor più incomprensibile se consideriamo che anche un vaccinato, munito di Green Pass, può contagiarsi e a sua volta contagiare un non vaccinato.

Tralasciamo per un attimo tutti questi aspetti. Come mai il tampone salivare non è accettata come opzione valida? Noi una idea ce la siamo fatta. Si potrebbe pensare che il tampone salivare sia meno affidabile degli altri, ma non è così. Come confermato da uno studio di Nature “il test salivare, negletto, dai più considerato un “meglio che niente” si rivela a sorpresa non solo più facile e meno invasivo ma – ed è questa la novità – più sensibile del tampone naso-faringeo. Soprattutto nei soggetti asintomatici e in chi ha una forma lieve di Covid-19”.

Non solo più efficaci e meno invasivi e proprio per questo perfetti per i minori. Come racconta infatti il sito Orizzontescuola.it sono proprio “i tamponi salivari che non spaventano i bambini” che potrebbero far ripartire in sicurezza nelle scuole. (Continua dopo la foto)

In particolare i tamponi salivari Lollipop (Lecca-Lecca) sono quelli che sarebbero più adatti ai bambini. Si tratta di una sorta di Lecca-Lecca che viene inserito all’interno della bocca per qualche decina di secondi, per poi essere inserito nell’apposita piastrina di reazione per la verifica del risultato. Una sistema, certificato CE e regolarmente registrato sul portale dei dispositivi medico diagnostici del Ministero della Salute.


A questo punto, voi direste che questa sia la soluzione ideale, soprattutto all’interno degli ambienti scolastici, ma per lo Stato non è così. Infatti fra i test validi per avere la certificazione non rientrano quelli salivari: “Attualmente, viene spiegato nelle faq sulla Piattaforma nazionale-DGC, tra questi vi sono: il test molecolare e il test antigenico, entrambi effettuati tramite tamponi nasali, orofaringei o nasofaringei che permettono di evidenziare in 30-60 min la presenza di componenti (antigeni) del virus”. (Continua dopo la foto)

Ma non è questa l’unica ragione. Avete notato che nonostante i prezzi – ufficialmente calmierati – i tamponi costano dovunque dai 15 ai 20 euro (e facilmente le farmacie rispondono che non hanno aderito al prezzo calmierato?). I tamponi salivari costerebbero invece solo 3 euro. Quindi a questo punto l’intento del Ministero è chiaro (ma giudicate voi) e sarebbe quello di togliere di mezzo una soluzione poco costosa e per nulla invasiva per spingere tutti, ma soprattutto i minori (le fasce d’età dove si concentrano maggiormente gli effetti collaterali dei vaccini) a vaccinarsi. La regola imposta è quindi vaccino ad ogni costo, anche a costo di torturare i bambini e salassare le loro famiglie.

La richiesta di Italexit, attualmente unico vero partito di opposizione, è quella di garantire i tamponi gratuiti e validi per una settimana invece delle attuali 48 ore.

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