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La Francia ci ruba il Monte Bianco. L’ennesimo smacco diplomatico di un’Italia senza guida

Ci mancava anche di perdere pezzi della nostra Italia: la Francia si è rubata il Monte Bianco. Oramai è passato “più di un anno dalla denuncia sulla violazione dei confini nazionali”, riferisce affaritaliani.it. L’ambasciata italiana a Parigi ha subito proceduto a porre sotto l’attenzione dell’autorità francese la posizione italiana riguardo ai confini.

Il furto del secolo, cioè quello della cima del Monte Bianco, è arrivato al Governo il 5 agosto del 2019. La risposta interlocutoria della diplomazia è arrivata invece il 12 ottobre 2020, più di un anno dopo, e la vicenda comunque non si è affatto conclusa.

Per ora il Rifugio Torino resta nella mani francesi. L’Esecutivo ha spiegato che l’accordo sui confini, che risale al Trattato di Torino del 1860, lascia il celebre Rifugio Torino in suolo italiano. “L’Italia ha inviato una nota alle Autorità francesi” che hanno replicato “facendo presente che il provvedimento verte su una zona geografica che costituisce da svariati decenni l’oggetto di un contenzioso tra Francia e Italia e che le Autorità si sono dimostrate disponibili ad affrontare la questione nella Commissione mista per la manutenzione del tracciato dei confini”.

Nel frattempo, il comune di Chamonix, che insieme a St. Gervaix hanno effettuato l’atto di annessione, continua a incassare i profitti provenienti dall’impianto di risalita. Inoltre, i francesi hanno emanato un divieto di sorvolo del Monte Bianco con il parapendio. Insomma, proprio un comportamento tipico di “chi si sente a casa propria”.

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