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“L’Italia pronta a ratificare il Mes”. Ecco quando e perché Giorgia Meloni chinerà il capo all’Europa

Pubblicato il 21/11/2023 08:44

L‘Italia è pronta a ratificare il Mes. Con tanto di data già fissata sul calendario: il prossimo dicembre, dopo la riunione dell’Ecofin che potrebbe definire il nuovo Patto di Stabilità Europeo. Questa la clamorosa rivelazione fatta da Repubblica: la premier Giorgia Meloni sarebbe pronta a fare un passo indietro sul Meccanismo di Stabilità Europeo, che lei stessa in passato aveva definito una pericolosa trappola, per ottenere in cambio la disponibilità dell’Ue (e della Germania guidata da Olaf Scholz) sulle nuove regole economiche. Un’apertura, ha scritto il quotidiano, al momento soltanto “ufficiosa, che però non a caso arriva nei giorni che precedono la valutazione della manovra economica da parte dell’esecutivo europeo”. (Continua a leggere dopo la foto)
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Giorgia Meloni si sarebbe così rassegnata a calendarizzare la ratifica del Mes a dicembre, inserendo però due “clausole politiche”. Innanzitutto la premier vorrebbe evitare scherzetti dalla Lega, che potrebbe rifiutare il voto e ricordare come in passato il centrodestra si fosse detto contrario (Forza Italia esclusa) allo strumento. Il secondo punto sarebbe una sorta di salvaguardia futura: qualora il nostro Paese dovesse trovarsi a far ricorso al Mes, sarebbe necessario l’ok di Camera e Senato. (Continua a leggere dopo la foto)

Un modo per dire ai propri parlamentari: “Ratifichiamo il Mes, ma non lo utilizzeremo mai”. In cambio, Giorgia Meloni vorrebbe minor rigore dall’Europa sul Patto di Stabilità: la Germania insiste, per esempio, sulla necessità che nei prossimi 2 anni il deficit debba non solo scendere sotto il 3%, ma addirittura arrivare al 2%. Già eliminare questo punto dal dibattito sarebbe per il governo un bel passo avanti. (Continua a leggere dopo la foto)

Il governo rischia d’altronde, secondo Repubblica, anche con le nuove regole di trovarsi a dover mettere mano ai conti pubblici già in estate, con l’ennesima “manovrina” che creerebbe non poche tensioni. Da qui la la decisione di andare incontro all’Europa sul Mes, nella speranza di un occhio di riguardo. Ma con il rischio di far infuriare i propri elettori.

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