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In carcere gli oppositori del governo: ecco la tanto celebrata democrazia di Zelensky

Pubblicato il 14/04/2022 12:14

Di fronte alle prime immagini della guerra appena esplosa, l’Occidente si era affrettato a identificare buoni e cattivi. Condannando, comprensibilmente, l’invasione militare russa. Ed elevando l’Ucraina a simbolo di una democrazia da difendere a tutti i costi. Ecco, su quest’ultimo punto in parecchi si sono dovuti ricredere col passare dei giorni, quando man mano anche i più sbadati degli analisti si sono accorti del fatto che, dalle parti di Kiev, qualche “problemino” c’è. Non a caso in queste ore è arrivata la notizia dell’arresto dell’oligarca russo Viktor Medvedchuk, operazione celebrata dalla stampa ucraina (e non solo) con toni più che trionfalistici.

In carcere gli oppositori del governo: ecco la tanto celebrata democrazia di Zelensky

Medvedchuk era stato già fermato prima dell’inizio del conflitto in quanto leader del partito di opposizione e avversario di Zelensky. A conferma di come i metodi del presidente ucraino somiglino in maniera preoccupante a quelli del suo nemico Putin. Un capo di Stato sì efficace nelle sue strategie comunicative, che hanno fatto breccia anche nel cuore di tanti italiani. Ma non certo un campione di democrazia, come qualcuno vorrebbe invece dipingerlo. Non a caso poche testate, nel dare la notizia dell’arresto dell’oligarca “amico di Putin” hanno però ricordato come questo sia il secondo fermo, in realtà, di Medvedchuk.

Come spiegato dal Corriere della Sera, Medvedchuk “l’11 maggio 2021 era stato incriminato per alto tradimento, accusa che fino a oggi è stata reiterata altre cinque volte”. Si trovava agli arresti domiciliari quando la Russia ha iniziato l’invasione dell’Ucraina ed è stato semplicemente rintracciato di nuovo e ancora una volta fermato. Intorno all’oligarca e al suo operato le zone d’ombra restano tante, compresa la gestione di un oleodotto di sua proprietà per il trasporto di petrolio verso l’Europa. Ma di sicuro celebrarne l’arresto di un uomo finito in passato in carcere in quanto leader di un partito di opposizione (Ukrainan choice) è parso a dir poco fuori luogo da parte della stampa occidentale.

Nessuno, insomma, sembra più ricordare chi fosse Zelensky prima dell’esplosione del conflitto. L’uomo che non solo aveva fatto arrestare Medvedchuk, ma aveva anche denunciato un colpo di Stato che vedeva tra le personalità coinvolte, a suo dire, anche Rinat Akhmetov, l’uomo più ricco del Paese, sospettato a sua volta di tradimento. Stessa accusa che era stata mossa a Petro Poroshenko, predecessore di Zelensky alla presidenza. Parlare dell’Ucraina come di una grande democrazia, insomma, continua a sembrare un filino fuori luogo. Senza voler per questo giustificare Putin.

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