in

Il turismo in ginocchio: ecco come il Covid ha bruciato in 2 anni oltre 4 mila miliardi

Città deserte, musei e attrazioni chiuse, spiagge con gli ombrelloni rigorosamente legati. Soltanto ora, nel 2021, la macchina del turismo ha iniziato pian piano a rimettersi in moto, dopo mesi e mesi di difficoltà drammatiche. E con una conta dei danni che rischia di farsi pesantissima: stando alle stime dell’Organizzazione mondiale del turismo delle Nazioni Unite (UNWTO) e della Conferenza sul commercio e lo sviluppo (UNCTAD), in fumo sarebbero infatti andati già 4 mila miliardi.

Il dato è relativo al periodo che comprende gli anni 2020-2021 e sottolinea tutte le difficoltà del settore turistico, troppo spesso abbandonato al suo destino dai vari governi nazionali: “Il turismo è un’ancora di salvezza per milioni di persone. Promuovere la vaccinazione per proteggere le comunità e sostenere il riavvio sicuro del turismo è fondamentale per recuperare posti di lavoro” ha commentatoil segretario generale dell’Unwto Zurab Pololikashvili in una nota.

Nel rapporto si sottolinea come l’arrivo della pandemia di coronavirus abbia fermato i viaggi aerei internazionali per gran parte del 2020, provocando un buco di 2.400 miliardi di dollari nel turismo e nei settori correlati. Nel 2021, invece, è prevista una perdita di poco inferiore, con la conta totale dei danni che si avvia verso i 4.000 miliardi di dollari. L’Unwto prevede che il turismo internazionale non tornerà ai livelli pre-pandemia prima del 2023.

Numeri che fanno spavento e che raccontano di famiglie intere rimaste improvvisamente senza entrate, in attesa di aiuti per arrivare a fine mese. Un allarme quanto mai attuale, arrivato proprio nei giorni in cui dal governo italiano sono ripresi gli appelli, firmati dai tecnici del Cts, per un ritorno alle zone rosse in caso di aumento di casi della variante Delta del Covid.

Ti potrebbe interessare anche: Al degrado della Loggia dei Mercanti, l’assessore del Corno risponde con la “mediazione culturale”

Restrizioni in arrivo con la scusa della variante. E Speranza rinizia: “Chiudere ora per salvare…”

“Una democrazia moderna è una…”