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Il green pass sostituirà il passaporto? In arrivo nuovo boccone amaro dall’Unione Europea

Pubblicato il 26/11/2021 18:26

Novità in arrivo e di certo non gradevoli dall’Unione Europea (tanto per cambiare). Una calda raccomandazione, approvata ieri dalla Commissione europea sulle nuove regole anti-Covid, introduce rilevanti cambiamenti all’orizzonte per i viaggi extraeuropei. Sebbene tale raccomandazione non sia vincolante e i singoli Paesi dell’Unione potranno decidere se e quando recepire le indicazioni, sappiamo bene che si tratta di una via già tracciata.

Le regole prevedo che per i viaggi all’interno dell’Ue le nuove misure comunque scattino dal prossimo 10 gennaio. La novità principale riguarda la durata del Green Pass (che in Europa viene chiamata Digital Covid Eu Certificate) che passerà da 12 a 9 mesi. Rimangono tre tipi di certificazione: vaccinazione completa, guarigione e tampone (in questo caso il green pass vale per 48 ore). Ma saranno per così dire scoraggiati i viaggi da e per le zone “rosso scuro”. Va annotato che, comunque, da ieri nessuna regione dell’Unione Europea ha mantenuto il semaforo verde, il colore che distingue la più bassa percentuale di contagi e di rischio.

Le carte in tavola, in base alle nuove regole, vengono sparigliate per i viaggi da e per i Paesi extracomunitari. Dal primo marzo 2022 potrà entrare in Europa solo chi ha il “super Green Pass”, il certificato di ‘serie a’ riservato a vaccinati e a guariti. Il tampone? Non vale nulla. Chi è stato immunizzato con i vaccini autorizzati dall’Ema (Moderna, Pfizer, J&J, Atrazeneca), invece, non avrà nessun tipo di restrizione. Chi è stato vaccinato con gli altri sieri approvati dall’Oms dovrà invece fare un tampone in partenza e uno all’arrivo. Si tratta dei due vaccini cinesi (SinoPaharm e Sinovac) e dell’indiano Covaxin. Il siero russo Sputnik non è ancora pervenuto, poiché non ha ricevuto il via libera né dall’Ema né dall’Oms. Risultato? Chi si è vaccianto con Sputnik non potrà entrare nell’Unione europea. E nemmeno in Italia.