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Il Governo seppellisce definitivamente il Superbonus. Cittadini incastrati e 150mila posti a rischio

Pubblicato il 06/06/2022 11:02

Ormai non ci sono più dubbi: e’ un governo che odia i lavoratori italiani, demolisce le imprese e interi settori della nostra economia. Italia svenduta nel silenzio dei partiti complici di draghi.

Draghi colpisce ancora: blocco della cessione dei crediti, 33mila imprese a rischio fallimento e 150mila posti di lavoro in bilico

La crociata del governo contro i cittadini italiani, in particolar modo contro i lavoratori e le imprese, prosegue senza sosta. Ormai è un tiro al bersaglio senza più pudore, nessuno viene risparmiato. Il blocco della cessione dei crediti legati ai bonus edilizi, voluto da Draghi dietro chiaro “suggerimento” dell’Unione Europea, rischia di causare un’ecatombe di imprese, con tutte le inevitabili conseguenze sull’occupazione. Oltre 60mila imprese artigiane hanno un cassetto fiscale pieno di crediti ma senza liquidità, con impatti gravissimi. Quasi un’impresa su due sta pagando in ritardo i fornitori, il 30,6% rinvia tasse e imposte e una su cinque non riesce a pagare i collaboratori.

A lanciare l’allarme è la CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato): secondo questi dati, sarebbero almeno 33.000 le imprese artigiane a rischio di fallimento. E a rischio ci sono anche 150.000 posti di lavoro nel comparto edilizio. Una vera e propria bomba economica e sociale, generata da una serie di provvedimenti governativi schizofrenici che hanno generato confusione e incertezza. Senza un intervento urgente delle istituzioni la situazione rischia di deflagrare. La CNA stima che i crediti fiscali delle imprese ammontano a quasi 2,6 miliardi di euro. Il 47,2% di esse non trova soggetti disposti ad acquisire i crediti, perché i continui stop and go governativi hanno spinto gli intermediari finanziari a bloccare gli acquisti. Attualmente i crediti in attesa di accettazione superano i 5 miliardi, e di questi circa 4 miliardi si riferiscono a prime cessioni o sconti in fattura, attraverso i quali le aziende hanno anticipato per conto dello Stato un beneficio al cliente, affidandosi alla possibilità di recuperare il valore della prestazione attraverso la cessione a terzi.

“I bonus per l’edilizia hanno offerto un contributo molto rilevante al rimbalzo del Pil l’anno scorso”, spiega un documento della CNA. “L’assenza di una soluzione per svuotare i cassetti fiscali provocherà il mancato avvio di nuovi cantieri, con ripercussioni negative sull’intera filiera e sull’economia nel complesso. Nonché sul programma di riqualificazione energetica degli immobili”. L’appello accorato della Confederazione degli artigiani si somma a quelli dei pescatori, dei balneari, dei ristoratori e di chi opera nel settore turisico. Un’ecatombe di lavoratori, di imprese, di settori trainanti dell’economia italiana voluta e portata avanti senza alcuna pietà dal grande liquidatore d’Italia Mario Draghi.

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