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Il Durc e l’inganno del posticipo delle scadenze da pagare

di Roberto Levi.

Oggi parliamo del peggior nemico dell’artigiano, il DURC ovvero il Documento Unico di Regolarità contributiva.

Il DURC è una certificazione che deve essere chiesta all’INPS o all’INAIL che certifica i regolari pagamenti dei contributi, dell’INAIL ed eventualmente, della Cassa Edile.
Senza questo documento che ha la durata di 4 mesi, un artigiano non può ottenere alcun tipo di incarico ne da un committente privato, ne dalla Pubblica Amministrazione e non può accedere ad un cantiere di lavoro. (Continua dopo la foto)

Anche i commercianti itineranti, cioè gli ambulanti, hanno lo stesso problema e stanno ricevendo le ordinanze di sospensione dell’attività per lo stesso motivo.
Il 13 maggio, è stato deciso lo slittamento del pagamento dei contributi fissi INPS dovuti dai soggetti appartenenti alla sezione Artigiani e Commercianti; infatti il versamento dei contributi, in programma il 17/05/2021 prossimo, può essere prorogato alla prossima scadenza del 20/08/2021.

Che il Governo pensi che gli Artigiani abbiano un salvadanaio in cui mettere i soldi della 1° rata aspettando di pagarla insieme alla seconda ?

Inoltre l’INPS non si è ancora espressa al riguardo dell’ottenimento del DURC nei prossimi mesi per chi non dovesse effettuare il versamento in data 17 maggio nonostante il rinvio per cui entro domani gli Artigiani dovranno decidere se rischiare di perdere l’abilitazione al lavoro o se trovare una fonte di liquidità per saldare la scadenza. (Continua dopo la foto)

In questo momento di grave crisi è praticamente impossibile che ci sia liquidità sufficiente per tutti per assolvere regolarmente a questi pagamenti ed è sempre più numerosa la moltitudine di disoccupati che non possono lavorare per legge. Chi riuscirà a pagare almeno la prima rata del debito, rimanderà il problema avanti di altri 4 mesi, diversamente assisteremo ad un’impennata del lavoro in nero.

Occorre un intervento urgente per rimandare le scadenze dei DURC attivi almeno a fine anno, una sanatoria per quelli in corso di analisi da parte degli ENTI ed una rateazione successiva per il debito accumulato nel 2021 da pagarsi durante il 2022 altrimenti entro i prossimi 4 mesi saranno pochissimi gli artigiani in grado di accettare incarichi di qualunque tipo e a diventare disoccupati.

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