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Il disastro dei padiglioni per i vaccini. L’ennesimo flop dell’ineffabile Arcuri

Dopo il flop con il bando per la produzione e consegna dei banchi, Arcuri si prepara per fare il bis. I padiglioni con la primula, strutture temporanee che verranno adibite per le vaccinazioni, rischiano di fare la stessa fine dei banchi a rotelle. “Non saranno 1.500 ma solo 21, previsti per marzo e costano 409mila euro l’uno” riferisce il Tempo. 

Molte delle imprese del settore vengono escluse a causa dei “criteri impossibili, dei costi enormi e dei cavilli assurdi”. Altre dichiarano di aver già pronte strutture che possono essere predisposte per la finalità richiesta, ma “il governo non le vuole”. 

Contro moltissimi pareri, la gara per l’appalto è stata aperta il 21 gennaio e terminerà domani (27 gennaio). I tempi anche questa volta sono super ristretti e, ovviamente, la promessa fatta il “13 dicembre”dal commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, di fornire il Paese di 1.500 padiglioni, sbiadisce vergognosamente. 

“Attualmente ne verranno costruiti solo 21”, riferisce il quotidiano. Parliamo dunque di una proporzione ridicola. Gli altri 1.472 che fine hanno fatto? Le strutture mancanti, fino a 1.200 saranno “erette successivamente”. 

E menomale che “questi padiglioni, che in qualche modo sbocceranno e cresceranno nelle piazze italiane” dovevano diventare “un simbolo per il Paese, il primo a essere colpito dalla pandemia”. Avente la primula come “segno di serenità, rigenerazione e rinascita”, annunciava Boeri. 

La gara per i padiglioni riguarda l’affidamento della progettazione, ingegnerizzazione, fornitura in opera, manutenzione, smontaggio e messa a dimora. I giorni disponibili per la realizzazione sono 30, lungo il corso dei quali si dovrà provvedere dunque anche al trasporto, all’allestimento (arredi compresi) nelle diverse parti d’Italia.

Mettendo da parte invece gli aspetti di costi e tempi e considerando la qualità delle strutture temporanee, il bando lascia a desiderare. Sembra proprio che si sia data estrema importanza (cosa alquanto assurda considerando le finalità sanitarie delle strutture) “all’assoluta immodificabilità dell’estetica del progetto” e che tutto il resto sia lasciato alla libera interpretazione dei costruttori.   

Insomma le priorità per il commissario straordinario dicono tutto.

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