in

Il Cts ora vuole imporre il pass a chi lavora nei locali: “Dev’essere obbligatorio”

Nel caos di un governo che continua a navigare a vista, vivendo di strappa avanti e indietro e ignorando puntualmente le richieste dei lavoratori, ecco servito l’ennesimo paradosso: alcune Regioni (Friuli Venezia-Giulia, Molise, Sardegna) si preparano a diventare zona bianca, lasciandosi alle spalle teoricamente la maggior parte della limitazioni ma non sapendo, all’atto pratico, quali regole dovranno rispettare davvero. Così come manca ancora un schema definitivo di quello che succederà a partire dal 15 giugno, data segnata in rosso dall’esecutivo come punto di ripartenza per il Paese. E così ecco succedersi, di nuovo, incontri e trattative serrate tra i partiti che sostengono Mario Draghi, ancora alla ricerca di una quadra definitiva.

Le Regioni, in queste ore, hanno avanzato richieste precise all’esecutivo, ottenendo dopo il solito braccio di ferro l’eliminazione del coprifuoco dalle zone bianche e una ridefinizione del calendario delle riaperture. L’idea è che nelle Regioni meno a rischio si possa ripartire subito, e non dal 15 giugno, con matrimoni, sale bingo, fiere e parchi tematici. L’area più rigorosa del governo Draghi, quella vicina al ministro Speranza, ha tentato di far passare l’idea del coprifuoco alle 24 anche in zona bianca, ma alla fine si è trovata a dovere fare, almeno stavolta, un passo indietro.

In attesa di un accordo definitivo, il Cts ha però pubblicato delle nuove linee guida, evidenziando per esempio come negli spogliatoi delle piscine e delle palestre dev’essere “preclusa la fruizione delle docce”, mentre per assistere a cinema e spettacoli dal vivo “sarà obbligatoria la prenotazione”. E poi c’è un passaggio che, dov’essere rimanere così com’è, finirebbe per creare altri problemi al settore della ristorazione, tra i più colpiti dalla crisi economica.

Se il testo del Cts sarà adottato così com’è, infatti, per camerieri e personale di sala sarà necessario “considerare il possesso di uno dei requisiti per il green certificate”. Bisognerà, dunque, avere il famigerato pass, pur indossando la mascherina e nel rispetto delle norme già vigenti. Si insiste, dunque, lungo la linea dell’obbligo, ignorando l’esempio del Regno Unito dove nonostante il governo non abbia mai imposto vaccini e certificazioni si è riusciti a tornare a una vita molto più libera. Camerieri e personale di sala si preparino, dunque: a breve potrebbe essere necessario ottenere il pass anche per poter esercitare quel diritto al lavoro che, teoricamente, sarebbe riconosciuto dalla nostra Costituzione.

Ti potrebbe interessare anche: Il caso Formigoni fa precedente: ecco tutti i senatori condannati che riavranno il vitalizio

Muore sul lavoro a 34 anni. Due anni fa aveva sconfitto la leucemia. La tragedia al porto di Salerno

“Correlazione tra vaccino e decesso”. La perizia sulla morte del giovane militare Paternò