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I pagamenti alle pa sono diventati un incubo: l’ennesimo capolavoro giallorosso

Se c’è un’arte nella quale il governo giallorosso eccelle è sicuramente la grande confusione con cui riesce a fare piombare il Paese dopo ogni decisione. Non bastasse il caos della divisione in fasce delle Regioni italiane, accompagnata da ferocissime polemiche, i Dpcm sfornati al ritmo di uno ogni 3-4 giorni e le tante liti intestine, ecco arrivare infatti anche le tante lamentele di chi si è trovato a fare i conti con i nuovi sistemi di pagamento verso la pubblica amministrazione.

I pagamenti alle pa sono diventati un incubo: l'ennesimo capolavoro giallorosso

Molti Comuni hanno infatti iniziato ad accettare soltanto PagoPa come strumento per il pagamento di multe, tasse locali e contributi scolastici. Il tutto nonostante, in teoria, il Codice dell’amministrazione digitale lasci libertà di scelta, permettendo anche il ricorso ai più tradizionali addebiti su conti correnti, pagamenti allo sportello o F24. Niente da fare, invece. Le famiglie si trovano a dover far ricorso necessariamente alla piattaforma elettronica della società partecipata dallo Stato: tutta colpa di un decreto del 2017, che fa da ponte al passaggio definitivo previsto per il febbraio 2021. Entro quella data, tutti gli enti pubblici dovranno far ricorso al nuovo strumento.

I pagamenti alle pa sono diventati un incubo: l'ennesimo capolavoro giallorosso

Peccato però che nel frattempo il decreto Rilancio, emanato a maggio dal governo, abbia autorizzato a premiare i cittadini virtuosi che ricorrono all’addebito in conto corrente con riduzioni delle aliquote fino al 20%. Un bel problema, non c’è che dire. L’ennesimo frutto del caos con cui l’esecutivo giallorosso continua a muoversi. La situazione è talmente indecifrabile da aver spinto l’Antitrust a chiedere chiarezza: “In questo modo non si fa che generare incertezza nei cittadini”.

I pagamenti alle pa sono diventati un incubo: l'ennesimo capolavoro giallorosso

Il garante Roberto Rustichelli, attraverso le pagine di Repubblica, ha puntato il dito contro gli effetti sulla concorrenza (visto che è di fatto esclusa la modalità dell’addebito in conto corrente) e sulle effettive capacità di riscossione. La stessa PagoPa, da par suo, a chiesto al governo di vederci più chiaro e di favorire il ricorso agli strumenti elettronici. L’ennesimo capolavoro firmato da Conte & co.

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