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“Ho affrontato gli stupratori di mia figlia”, il padre ora rischia la denuncia. Il caso di Lignano

Pubblicato il 13/08/2021 11:31

A Lignano Sabbiadoro (Udine) sono in corso le indagini che vedono coinvolti cinque ragazzi, tra i 17 e i 21 anni, accusati di stupro di gruppo nei confronti di una ragazza 18enne. La Squadra Mobile, diretta dal vicequestore Massimiliano Ortolan, cerca riscontri sulla ricostruzione della giovane che si trovava in vacanza al mare con la famiglia. (Continua dopo la foto)

Ieri sono stati sequestrati i cellulari degli accusati: verranno esaminati chat e i contenuti multimediali. In seguito sarà poi richiesto dai magistrati la prova del Dna. Il fatto si sarebbe consumato nella notte del 10 agosto.

Nel frattempo il padre della ragazza rischia una denuncia poiché dopo che la figlia gli ha raccontato l’accaduto, lui ha deciso di affrontare i ragazzi di persona. al Corriere della Sera e La Repubblica ha raccontato: «Stavamo rientrando dalla spiaggia, ero ancora in costume e con le infradito ai piedi e non avevo il telefonino con me. Avrei voluto chiamare le forze dell’ordine, ma dopo un attimo di incertezza, ho chiesto a mia figlia di accompagnarmi all’appartamento».

E ancora: «Quando ho aperto a spallate la porta, dopo avere suonato e bussato invano, si sono chiusi nel bagno. Piagnucolavano, supplicandomi di andare via e minacciandomi di chiamare la polizia e ho capito di trovarmi di fronte a persone insignificanti. Ho lasciato stare, come mi consigliavano i condomini, e ho aspettato gli agenti» . (Continua dopo la foto)

“Consapevole che potrei essere denunciato perché ho violato la proprietà privata. Ma non mi preoccupo di questo. Non è nemmeno vero che avrei voluto farmi giustizia da solo. Mia figlia mi aveva raggiunto in spiaggia. Era stravolta. Mi ha raccontato, avrei voluto chiamare la polizia, ma ero senza il cellulare. Quando sono arrivate le forze dell’ordine un poliziotto mi si è avvicinato. Ero stravolto, fuori di me, disperato. Lui si è avvicinato e ha detto “mi metto nei suoi panni, capisco”. Mi sono sentito meno solo, meno triste. Voglio soltanto che mia figlia… lei parla, ci parla, ma cerchiamo di non crearle ansia. Sì, confido nella giustizia”.

Al momento non risulta nessuna misura cautelare, la Procura intende prima analizzare la vicenda in ogni suo aspetto e ricostruire la dinamica dei fatti. I ragazzi a loro difesa hanno sostenuto che la ragazza “era consenziente”. Tra quest vii era anche l’ex fidanzato.

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