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Giorgetti richiama Tria al governo: cosa farà allo Sviluppo Economico

Tu chiamale se vuoi… sorprese. Stamattina in tanti quasi non ci hanno creduto quando hanno letto la notizia che il ministro dello Sviluppo economico, il numero due della Lega Giancarlo Giorgetti, ha nominato l’ex ministro dell’Economia, Giovanni Tria, consulente economico sui vaccini. All’epoca del Conte 1, quando il governo era formato da Lega e Movimento 5 Stelle, Tria era stato uno dei più bersagliati, raggiungendo l’apice del chiacchiericcio politico con l’ormai nota vicenda della “manina”. Quella “manina” che poi Draghi ha nominato come sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Dunque anche Tria rientra in gioco grazie a Giorgetti. (Continua a leggere dopo la foto)

Titolare del Mef ai tempi del primo governo Conte, come riporta La Verità “si occuperà dei rapporti con l’Unione europea e della parte riguardante la produzione industriale nazionale. La nomina di Tria è avvenuta in contemporanea con la firma del decreto ministeriale per stanziare 200 milioni per interventi di ricerca e riconversione industriale per la produzione dei vaccini. Fondi che si affiancano alle ulteriori risorse previste nel dl Sostegno per la creazione del Polo per la vaccinologia e farmaci biologici”. (Continua a leggere dopo la foto)

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Lo stesso Giorgetti, lo scorso giovedì, aveva annunciato tra i 400 e i 500 milioni di euro per lo sviluppo del futuro polo nazionale dei vaccini e del bioteeh. Al di là del progetto, la scelta di far salire a bordo Tria ha lasciato molti osservatori basiti. “In fondo l’ex titolare del Mef è stato tra i promotori della rottura tra i 5 stelle e la Lega. Su numerosi dossier e non solo quello dei mini bot Tria si è sempre trovato sul lato opposto della Lega. Certo ha mantenuto buoni rapporti con gli ex colleghi di governo. Tanto che negli ultimi mesi si era avvicinato al Carroccio forse con l’obiettivo di trovare un partito nel quale farsi candidare a prossime lezioni”. (Continua a leggere dopo la foto)

Sempre La Verità rivela che “all’ultimo cdm di governo, Mario Draghi era pronto a nominare Alessandra Dal Verme, già ispettore generale del Mef nonché cognata di Paolo Gentiloni al vertice dell’Agenzia del demanio. Andrebbe a sostituire Antonio Agostini. Quale sarà in caso di nomina il ruolo della Dal Verme? Quali competenze specifiche porterà?”.

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