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“Gas, nella Ue ognuno deve cavarsela da solo”. Il veto della Germania affossa l’Italia

Pubblicato il 17/03/2022 12:29

Siamo alle solite. Tutti gridano e poi non fanno nulla, l’Italia grida, agisce e resta fregata. Nella grande partita energetica innescata dalla guerra in Ucraina, chi ne esce sconfitto più di ogni altro è l’Italia. L’Ue certamente, ma il nostro Paese è quello che pagherà il prezzo più alto. Come sempre. Ci si augura almeno che questo ennesimo tassello vada ad accrescere ancora di più il sentimento antieuropeista dei nostri concittadini, cornuti e mazziati un’altra volta. Come racconta anche Repubblica, “dentro l’Ue da giorni si sta combattendo una battaglia. Silenziosa, poco appariscente ma molto concreta. Riguarda il mercato del gas. E due parole: ‘acquisti collettivi’. Perché ci sono Paesi, come Olanda e Germania, che di quell’ipotesi non vogliono sentir parlare”. Ed è proprio il No della Germania (e ti pareva) che ci affosserà. (Continua a leggere dopo la foto)

Il punto è molto semplice: alcuni Stati-membri come l’Italia stanno proponendo di concordare gli acquisti e distribuirli equamente tra i 27, così da poter negoziare il prezzo e bloccare la corsa all’accaparramento delle risorse che inevitabilmente determina un aumento. “Italia, Spagna e Portogallo stanno proponendo acquisti collettivi di gas, almeno per un determinato periodo, e l’introduzione di ‘price cap’ ossia di un tetto al prezzo. Soluzione praticabile solo ed esclusivamente se un intero mercato, grande come quello europeo, si presenta con una sola voce ed una sola proposta. Al momento, però, la solidarietà europea è mancata”. Strano! (Continua a leggere dopo la foto)

“L’Olanda ha fatto sapere che non intende seguire questa strada. E molti ne indicano anche i motivi: il mercato in cui si fissa il prezzo del gas si trova ad Amsterdam. Dalle impennate delle quotazioni che ormai superano il trecento per cento, ne ricava un vantaggio anche quel Paese. E i dubbi sono stati alimentati anche dalla Germania. Forte dei contratti a lunga scadenza con il fornitore russo. Nonostante Berlino abbia firmato uno accordo di mutua assistenza con il nostro Paese proprio sull’energia. Ma un conto è la mutua assistenza, un altro gli acquisti collettivi con un tetto al prezzo”. (Continua a leggere dopo la foto)

Berlino ed Amsterdam dunque si sfilano. Intanto “il prezzo del gas (i cui costi di produzione sono di 10 euro) cresce per una bolla speculativa, tanto che la dinamica nel mercato asiatico è di tutt’altro tenore; senza l’Europa, la Russia non riesce a vendere tutto il suo gas considerando che la Cina al momento ne acquista solo il 10 per cento e che il nuovo gasdotto verso Pechino, Soyuz Vostok, non sarà pronto prima di 2-3 anni”. Ma al momento il solito gioco dei veti incrociati, che in Ue porta a favorire sempre i soliti, sta paralizzando i 27. “Al punto che non è escluso che la settimana prossima possa ancora una volta – come è successo a Versailles – non essere assunta alcuna decisione”. Ecco l’Ue.

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