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Persone fragili, la metà diserta la terza dose. Hub in chiusura già a metà ottobre?

Le persone fragili fanno una pernacchia alla terza dose. Da un paio di settimane è infatti scattata l’operazione a tappeto per il terzo richiamo, ma si è rivelata un flop: più della metà dei convocati ha deciso di rifiutare la chiamata delle Asl. Per ora l’adesione è sotto il 50%: e questo spiega perché nei giorni scorsi – come racconta La Nazione – il direttore della Asl Antonio D’Urso avesse lanciato un appello proprio a loro. Fragili, anzi superfragili: in testa i trapiantati ma anche i malati oncologici, tutti quelli il cui percorso di cura non sia finito da più di sei mesi. (Continua a leggere dopo la foto)

Un bacino stimato tra le seimila e le settemila persone che però non ha la minima intenzione di sottoporsi a un’altra puntura. “È il primo segnale legato al tema che terrà banco fino all’anno prossimo. Uno scenario che in parte sarà tratteggiato dall’istituto superiore della sanità. Ma le cui coordinate cominciano a delinearsi. La campagna per la vera e propria terza dose doveva cominciare a novembre, ma le ultime notizie che arrivano da Roma parlano di un anticipo dell’operazione, fin dai prossimi giorni. (Continua a leggere dopo la foto)

Tutto dovrebbe partire dalle Rsa, i cui ospiti sono già a otto mesi dal secondo richiamo. “A ruota i sanitari, in testa il personale degli ospedali, partendo dai reparti per il Covid: rianimazione, malattie infettive e pneumologia. Anche qui i tempi dalla prima vaccinazione cominciano ad essere lunghi quanto quelli delle Rsa. (Continua a leggere dopo la foto)

Poi gli over 80 che vivono nelle loro case. Una prospettiva destinata a prendere corpo nelle prossime settimane”. Ma intanto in Toscana, ad esempio, verrà chiuso l’hub del Palaffari di Arezzo: la data più probabile è la metà di ottobre.

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