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Flop cashback. L’app “Io” non piace agli italiani. Ecco perché

Più ne fanno, più ne sbagliano. I meriti del governo? Indubbiamente collezionare i flop delle misure di cui loro stessi sono i promotori. Non solo non mettono in campo provvedimenti degni di considerazione, in questo momento necessari come l’aria che respiriamo per aiutare economia e famiglie italiane, ma non sono nemmeno in grado di fare bene le pochisisme disposizioni (inutili e anzi nocive) che loro stessi propongono. 

Stando a quanto riferito dall’ultima rilevazione Swg, “quasi un italiano su due non ha in programma di scaricare, sui propri dispositivi, l’ app “Io” dello Stato per partecipare al cashback e alle altre iniziative pubbliche accessibili tramite la piattaforma, dalla lotteria degli scontrini al bonus vacanze”. 

Con solo il 41% di download, nemmeno la metà dei cittadini ha deciso di affidarsi all’app pubblica. Se la digitalizzazione del Paese è quello a cui l’Europa punta per noi ed è la direzione verso cui questo governo sta andando, allora sta fallendo ancor prima di iniziare. 

Oltretutto con l’ultima iniziativa promossa, (secondo loro) per combattere l’evasione fiscale, quella del cashback, è sicuramente aumentato il livello di sfiducia degli italiani. Il Messaggero riferisce che “le difficoltà dell’ app Io nei primi giorni del cashback hanno gettato benzina sul fuoco, alimentando ulteriormente la diffidenza delle persone”.

Insomma, davvero più ne fanno e più ne sbagliano. Swg segnala infatti che “appena il 17 per cento degli italiani pensa di riuscire a ottenere il cashback di 150 euro entro la fine dell’ anno”. E Solo “il 7 per cento pensa che rientrerà tra i primi 100 mila utilizzatori di strumenti elettronici di pagamento e di arrivare perciò a conquistare il super cashback da 1500 euro”. 

“Il 46 per cento degli intervistati ha affermato che non sa cosa sia il cashback o lo conosce solo superficialmente e che comunque non ha in programma di partecipare all’ iniziativa. Nel caso della lotteria degli scontrini la percentuale sale addirittura al 60 per cento”. La metà degli italiani ritiene inoltre che le misure messe in pista dal governo nella lotta al contante e all’evasione si riveleranno inefficaci.

Non solo vi è l’opinione diffusa che sia inefficace, ma a rendere un flop il provvedimento è proprio il  modus operandi che hanno stabilito e che hanno utilizzato. I regolamenti “per molti sono difficili da assorbire”, l’app (a causa dell’ elevato numero di richieste di accesso) è andata in tilt quando è partita la corsa ai rimborsi e il timore/problema privacy non è stato considerato. 

Cosa ci si può aspettare da un governo che tratta i cittadini come se questi fossero impassibili a tutto ciò che di vergognoso stanno e non stanno facendo; da un governo che promette e abbandona e che, anzi, ha la presunzione di auto-proclamare il successo? E che utilizza i soldi dei contribuenti per premiare coloro che effettuano acquisti con pagamenti elettronici, quando allo stesso tempo accusano i cittadini se affollano le vie commerciali dell’Italia e mentre le imprese implorano liquidità, costringendole a farsi carico delle spese per aderire al progetto?

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