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Emanuele Piazza, l’eroe dimenticato ucciso dalla mafia

“Ci ha lasciato a 29 anni e nel giro di poche ore ogni sua traccia terrena è stata cancellata”. Inizia con queste parole il comunicato Stampa con cui l’Associazione Per Onorare la Memoria dei Caduti Nella Lotta Contro la Mafia presenta l’evento commemorativo che si terrà oggi, martedì 16 marzo, alle ore 10.30, a Palermo. 

Sono trascorsi 31 anni da quando Emanuele Piazza, giovane poliziotto e agente dei servizi segreti italiani, determinato nel voler far luce sul fallito attentato al giudice Falcone e sull’omicidio del collega, è stato ucciso atrocemente dalla mafia. 

Tradito da quello che lui riteneva essere suo amico (Francesco Onorato), Piazza è stato portato in uno scantinato con l’inganno e poi strangolato. ll suo corpo è stato sciolto nell’acido.  

L’ordine dell’omicidio sarebbe stato impartito da Salvatore Biondino, “uno che in Cosa nostra ha fatto carriera fino a diventare l’autista del Capo dei Capi, Totò Riina”, riferisce la Repubblica. 

Biondino, accortosi del legame intimo tra Emanuele e Onorato, aveva deciso di porvi fine: “Ma sei diventato amico di uno sbirro? Fonti istituzionali mi hanno detto che quello è uno dei servizi, dà la caccia ai latitanti. È pericoloso. Adesso che sai, provvedi”. 

La vita di questo giovane italiano è stata spezzata materialmente da Cosa Nostra, ma quelle “fonti istituzionali” che avevano rivelato l’identità sono state fatalmente complici. 

Una nebbia di mistero ha avvolto la tragica vicenda fino al 2000, quando con le dichiarazioni di due pentiti, tra cui quelle di Onorato, sono emersi primi spiragli di verità che hanno consentito la ricostruzione del delitto. 

Silenzio, omertà e false piste hanno caratterizzato il vicolo cieco delle indagini che è durato dieci anni. “E’ stata chiara sin da subito la volontà di depistare, di non fare indagini serie e anche ai giornali la notizia venne data mesi dopo”, dichiara il fratello, Andrea Piazza.

“Quest’anno la sua presenza nei nostri cuori -spiega il fratello- sarà ricordata con la posa di una pietra soltanto per lui. Una semplice pietra, ricercata nel giardino di casa, che nel nome di Emanuele  simboleggia la negazione di un diritto alla memoria, un urlo nel silenzio un monumento invisibile da dedicare a tutte le vittime ignote”.

Durante l’evento, che avrà luogo in Piazza Giovanni Paolo II, verrà, dunque, apposta una pietra in ricordo di Emanuele che ha dato la propria vita per affermare legalità e giustizia, ma che con troppa facilità è stato dimenticato.

La manifestazione ha anche lo scopo di denunciare la discriminazione “classista” del ricordo delle vittime, “causato purtroppo dalla sussistenza nella nostra società di inique diseguaglianze non solo davanti alla legge ma anche nel ricordo pubblico”.

Alla manifestazione parteciperanno: Agende Rosse Paolo Borsellino, Comitato Europeo per la Memoria e la Legalità, Giù le Mani dai Bambini, Avvocati Autorevolezza e Legalità e Osservatorio per lo Sviluppo e la Legalità Giuseppe La Franca.

Tra i sostenitori vi è anche il Coordinamento Regionale di Italexit con Paragone che con una nota dichiara: “Riteniamo che il dovuto omaggio alla figura di Emanuele Piazza costituisca un’importante occasione per riaffermare il dovuto sostegno a chi, con coerenza e coraggio, da sempre si batte in prima fila contro le organizzazioni mafiose ed i loro complici”.

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