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Demagogia ecologista: il mondo abbassa i prezzi del trasporto pubblico, Sala li aumenta

Pubblicato il 12/01/2023 18:55 - Aggiornato il 12/01/2023 19:03

Il caso di Milano rappresenta l’esempio più lampante di come la “sinistra al caviale” intenda affrontare le politiche ecologiste. Cioè scaricando i costi su imprese e lavoratori. Così, mentre un po’ ovunque l’incentivo all’uso dei mezzi pubblici passa anche attraverso la riduzione dei costi per i cittadini, Sala sceglie la via opposta e aumenta i prezzi dei biglietti. La decisione del sindaco milanese va in direzione contraria rispetto a ciò che accade in tutta Europa. In Germania, per esempio, è in vigore da tempo un abbonamento da 9 euro al mese per il trasporto pubblico locale e regionale, provvedimento che vale anche per i turisti. Oltre a ciò, la durata del biglietto mensile è stata aumentata a tre mesi. I risultati si vedono: l’uso dei mezzi è aumentato del 40% dal 2019 a oggi.

In Spagna, per ridurre l’impatto dei mezzi privati e favorire l’utilizzo di quelli pubblici il governo ha scelto di introdurre sconti sui prezzi. Inoltre ha deciso anche di rimborsare gli abbonamenti dei treni a breve e media percorrenza. In Lussemburgo, chi usa i mezzi pubblici lo fa praticamente gratis. Per restare in Italia, il sindaco di Bari Antonio Decaro, che è anche presidente dell’Anci (Associazione dei sindaci italiani) ha lanciato l’offerta di abbonamento a tutti i mezzi pubblici a soli 20 euro l’anno. L’obiettivo è chiaro: si cerca di incentivare l’uso di metro, bus e tram. Nello stesso tempo si cerca di favorire i cittadini, penalizzati dai rincari dei carburanti e dall’inflazione. L’iniziativa però non è piaciuta al sindaco di Milano, che con un certo sprezzo del ridicolo ha parlato di “demagogia”. Proprio lui che ha disseminato la città di piste ciclabili, provocando il rallentamento del traffico con benefici per l’ambiente vicini allo zero se non peggio. (continua dopo la foto)

Il sindaco e la sua giunta hanno poi proseguito con l’introduzione dell’Area B, che impedisce l’ingresso in città anche a veicoli di recente fabbricazione come i diesel Euro 5. Un provvedimento che scarica i costi sui privati e si è rivelato del tutto inutile, come testimoniano i dati rilevati in città: l’inquinamento cittadino è allo stesso livello di prima. Ora si parla di ridurre i limiti di velocità a 30 all’ora in tutta Milano a partire dal 2024. Facile, anche in questo caso, immaginare le conseguenze per lavoratori, imprese, trasportatori e per il traffico in generale, con l’aumento dei tempi di percorrenza in nome di un’intransigenza finto ecologista che fa a pugni con la logica. L’importante è cavalcare la vulgata dell’ecologismo più becero a spese della gente. E poco importa se in realtà questi provvedimenti non apportano benefici all’ambiente. Poco importa se così si penalizza il tessuto economico cittadino. L’importante per Sala è cavalcare l’onda, apparire come il paladino di una green economy che, intesa in questo modo, rappresenta solo una tassa occulta. Una specie di patrimoniale non dichiarata che va a colpire soprattutto i più deboli.