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Crisi e disoccupazione, il Mezzogiorno si svuota! Ora si emigra di più

L’Italia sta seguendo un processo progressivo di calo demografico. Il numero dei morti supera quello dei nuovi nati. Solo negli ultimi 5 anni, la popolazione è diminuita di 550 mila unità scendendo a 60,25 milioni dal picco di 60,8 di inizio 2015. 

I numeri complessivi nascondono realtà diversificate sulla base del territorio preso in considerazione. Si può notare facilmente dai dati forniti dall’Istat che il fenomeno di declino demografico non riguarda il Nord del Paese, che invece mantiene fondamentalmente gli stessi numeri di 5 anni fa, ma interessa in misura crescente il Centro, il Sud e le isole.

Le regioni nord-occidentali e nord-orientali perdono complessivamente menodi 25mila abitanti su quasi 28 milioni, con una variazione percentuale quasi nulla. Il Centro perde circa 100mila persone su una base di circa 12 milioni. Mentre il Mezzogiorno è colpito da una riduzionedi oltre 400mila unitàsu quasi 21 milioni. 

Anche gli spostamenti interni al Paese, molti italiani lasciano le Regioni meridionali verso il Nord, contribuiscono a modificare l’assetto demografico nazionale. Al sud si registrano (contrariamente a quanto avveniva nel passato) tassi di fecondità più bassi della media nazionale. 

Questi dati lasciano presagire le conseguenze lontane del fenomeno di calo demografico cui il nostro territorio è soggetto: nei prossimi decenni una quota sempre più ridotta di popolazione in età lavorativa, dovrà produrre risorse per tutta la società. Non serve comunque aspettare il lungo periodo per iniziare a vedere i primi effetti negativi, nel Mezzogiorno stanno chiudendo scuole per assenza di alunni, gli ospedali vengono ridimensionati, anche le attività economiche ne risentono. Insomma, è tutto un circolo di effetti che sicuramente porterà, e che sta già portando, a degli importanti cambiamenti. 

I giovani rinviano la scelta di avere figli e preferiscono emigrare. Ovviamente le prospettive di trovare un buon posto di lavoro e un reddito soddisfacente influiscono. Proprio il declino della popolazione, che è il risultato di miriadi di scelte individuali, riduce la domanda interna, erode la capacità produttiva e, in definitiva, limita quelle stesse prospettive di crescita che servirebbe ai giovani per decidere di procreare o cercare un futuro in Italia. Questa è una spirale che si sta autoalimentando da sola.

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