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Covid, il virus alibi perfetto per il colpo di grazia tra chiusure illogiche e l’illusione del vaccino

di Gianluigi Paragone.

Ancora dpcm. Ancora Cts. Ancora chiusure senza logica se non tamponare falle che si sommano perché quando una co sa nasce storta non si raddrizza per effetto del solo passaggio da Arcuri a Draghi (ammesso che accada). E infine illusioni su piani vaccinali, ristori e lotterie degli scontrini. Gli italiani stanno pagando un prezzo che non meritano, ingannati, fregati e abbandonati. Non fummo i più bravi un anno fa guando Conte andava da Lady Bilderberg Lilli Gruber (un po’ più brava a intervistare Rocco Casalino rispetto a Barbara D’Urso ma – Rocco dixit – meno pericolosa di lei guando critica) a squittire banalità simili; e non saremo toccati da alcun miracolo ora che c’è il gran maestro della finanza, Mario Draghi. Al quale, tra l’altro, torna persino buono approfittare dell’emergenza sanitaria per incidere ancor più nelle viscere di un’Italia cui va tolto tutto il sangue. Tant’ è che i primi due atti sono stati nel segno della continuità delle scelte di Speranza: chiusura come a buttare la palla in avanti e vediamo che succede. Glielo dissi in aula: «Lei è qui per completare la transizione da potenza industriale a parco divertimento altrui». Le indiscrezioni che danno Francesco Giavazzi come uno dei suoi consiglieri – nel team insieme a Daniele Franco, Roberto Garofoli e la filiera tecnica nel Mef – è l’ennesima indicazione operativa del “credo neoliberista” di cui adepto SuperMario. Altro che il leccadraghismo delle penne riformiste che lo elevano a nuovo keynesiano secondo gli insegnamenti di Federico Caffè.

Draghi darà il colpo di grazia all’economia reale. E non dovrà nemmeno sporcarsi troppo le mani perché l’emergenza Covid è l’alibi dell’omicidio perfetto. Ogni indiziato ha un suo pezzo di responsabilità. In Italia ce l’hanno il governo Conte due con la sua disperata e anarchica catena di comando; il fallimentare supercommissario Mimmo Arcuri; il coro dei media che con rare eccezioni ha cantato il più facile dei ritornelli senza porsi domande. Poi ci sono le responsabilità enormi dell’Unione europea, già colpevole delle politiche di taglio della sanità pubblica a vantaggio di programmi privatistici e affaristici; una Commissione inebetita e smarrita di fronte a un virus sottovalutato prima e impazzito dopo: non un programma pandemico comune, non un protocollo comune, non un contrasto al fallimentare (se non complice) atteggiamento dell’Oms, sospesa tra lo strapotere cinese e quello della famiglia Bill e Melinda Gates.

Ora per tutti il miracolo si chiama vaccino. La Gran Bretagna – la derisa Gran Bretagna della Brexit, quella che adesso sarà isolata e andrà gambe all’aria – ha fatto da sé garantendo a tutti coloro che lo richiedessero la prima copertura. E ora pue) programmare la sua ripartenza. L’Unione europea invece si è fatta prendere per il naso da Big Pharma che, come tutti i colossi multinazionali, fa valere il suo strapotere negoziale, unilaterale. «Meno male che c’è l’Europa – sento dire altrimenti chissà da soli…».

Ecco, da soli, si fa come ha fatto la Gran Bretagna: paghi (coi soldi della tua banca centrale) e vaccini chi vuole essere vaccinato. Inutile farsi illusioni: il programma vaccinale è un’altra rincorsa affannosa che non metterà a riparo più di quanto tra poco non lo farà una sui generis immunità di gregge; cercheremo di recuperare qualcosa ma saremo sem pre in ritardo. In più avremo ucciso anche pezzi di economia, salvo quelli che hanno amicizie importanti, quelli che hanno banchettato e forse stanno ancora banchettando con la deregulation dell’emergenza. Ai quali auguro le peggio cose. C’è qualcosa che dovremmo fare e non facciamo? Si, in primis capire che questo conto non può finire sui nostri bilanci: la montagna di nuovo debito pubblico dev’ essere cancellata; il sistema multinazionale ha fallito e gli Stati devono riprendersi la loro sovranità fondamentale. Il Co vid era stra-annunciato perché prima o poi, dalla Sars in avanti, sarebbe arrivato il tempo del contagio attraverso gli asintomatici. Il Covid un virus della globalizzazione, il vaccino potrebbe essere persino meno efficace di un protocollo farmacologico che però nessuno vuole prendere in considerazione. E infine, mentre, la piccola economia muore, i grandi fanno e faranno affari d’oro in nome del nuovo credo: l’ecosostenibilità. Che belle che sono certe parole…

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