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Cambiano ancora i colori delle Regioni italiane: chi diventa arancione e chi resta in rosso

Prima che l’Italia si colori completamente di rosso per le festività pasquali, come deciso da un governo capace di combattere la pandemia soltanto rinchiudendo gli italiani in casa, il puzzle dei colori si prepara a cambiare per l’ennesima volta. A partire da lunedì 29 marzo, infatti, un’altra Regione si prepara a diventare rossa: si tratta della Valle d’Aosta, che finirebbe così per fare compagnia a Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Provincia autonoma di Trento, Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Puglia e Campania.

Cambiano ancora i colori delle Regioni italiane: chi diventa arancione e chi resta in rosso

In bilico tra rosso e arancione resta la Toscana, per la quale non c’è ancora una decisione definitiva che arriverà soltanto nelle prossime ore. Dovrebbe invece poter tirare un sospiro di sollievo il Lazio, che dopo due settimane di lockdown si prepara a passare in arancione. Rosso pressoché scontato, come detto, per la Valle d’Aosta, che con oltre 270 nuovi positivi ogni 100mila abitanti è per ora sopra la soglia che segna l’ingresso nella fascia con maggiori restrizioni (250).

In calo, invece, l’Rt della Calabria, che nell’ultimo monitoraggio dell’Iss sfiorava il valore limite di 1,25. Anche l’incidenza dei contagi resta lontana dal livello di guardia, anche se la Regione si segnala per una delle percentuali più basse di dosi somministrate di vaccino rispetto a quelle consegnate. Probabile, alla fine, che venga confermato l’arancione. A rischio, invece, la Toscana, dove l’incidenza viaggia attorno ai 250 casi settimanali per 100mila abitanti, a ridosso della soglia che porta nello scenario con più restrizioni.

A sperare nella fasica arancione c’è il Veneto, con indice contagi intorno a 250, ma in base alla regola delle due settimane in fascia inferiore, il cambio di colorazione non dovrebbe avvenire prima del 6 aprile. La Campania viaggia in questi giorni sotto la soglia dei 250 contagi ogni 100mila abitanti, ma andrà verificato l’Rt della Regione che la scorsa settimana era il più alto d’Italia (1,65), anche se risulta in calo.

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