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Boom dell’economia cinese. Dopo aver avviato il contagio, ora arriva la beffa.

Inutile dirlo: le economie dei diversi Paesi sono state brutalmente colpite dalle conseguenze violente del Covid-19, ma c’è qualcuno che ne ha risentito molto meno degli altri. Proprio da dove l’onda dello tsunami è partito, l’economia fiorisce.

La Cina nel mese di agosto registra un surplus commerciale pari a 58,93 miliardi di dollari -contro i 34,72 di 12 mesi fa- che vale quasi il 5% del Pil cinese, e che vede un incremento dell’ export del 9,5%. Dei 58,93 miliardi, 34,24 sono legati all’interscambio con gli Stati Uniti. Il saldo commerciale della Cina con gli Usa si è dunque ampliato dai 32,46 miliardi di luglio, portando un +27% annuo, riferisce ANSA.

Nonostante il coronavirus e nonostante le tensioni commerciali tra i Paesi, l’accelerata del surplus ha mostrato come la ripresa post Covd-19 di Pechino sia stata sostenuta da export (beni medicali ed elettroncia) e investimenti, piuttosto che dai consumi interni ancora sotto pressione. 

I Paesi dell’Asean sono stati i principali partner commerciali della Cina con una fetta totale pari al 14,6%. L’Unione europea è al secondo posto con il 14%, mentre gli Stati Uniti si fermano al 12,1% al terzo posto, seguiti poi dal Giappone con il 7%.

Dopo aver assistito al danno di un contagio partito da Pechino, su cui pendono ancora delle ombre per la mancanza di comunicazioni tempestive riguardanti il Covid, ora ci tocca essere spettatori della beffa di un rilancio economico che ha come sua punta di diamante proprio la dittatura del Dragone.

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