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Bollette, pensavate fosse finita? E invece no. La stangata a settembre. Ecco quanto cresceranno

Pubblicato il 26/06/2022 14:18

I giornaloni la chiamano “la tassa di Putin”, oppure “la vendetta dello Zar”. In realtà, è solare per tutti quelli che hanno la volontà di soffermarsi ad analizzare la situazione anche solo per 10 minuti, senza essere imbeccati dalle fandonie della stampa italiana mainstream: l’aumento delle bollette è la diretta conseguenza di sanzioni totalmente nonsense, applicate da un’accozzaglia di ipocriti, incapaci e sprovveduti. D’altro lato, davvero qualcuno si aspettava che si potessero porre in campo tali misure, pensando che la Russia le incassasse senza colpo ferire? Siamo seri: non è la “tassa di Putin”, è il “suicidio dell’Europa”.
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Prezzi alle stelle dopo taglio della Russia

Il taglio delle forniture all’Europa da parte di Gazprom ha fatto schizzare i prezzi del gas da 80 a oltre 140 euro per kilowattora, dunque, per i consumatori italiani, si prospetta una nuova stangata. Secondo le simulazioni di Nomisma energia, le prossime bollette del gas dovrebbero infatti aumentare del 17% mentre quelle dell’elettricità salirebbero del 27%. «I prezzi di gas ed elettricità sui mercati internazionali sono esplosi dopo la decisione della Russia del 16 giugno scorso di tagliare le forniture alla Germania e all’Italia», spiega il presidente Davide Tabarelli. «Inevitabilmente, ci si attende un forte rialzo sulle bollette, diversamente da quanto accaduto ad aprile quando avevano segnato un -10%. Ora si torna sul trend di crescita».
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Il costo per le famiglie

Ma vediamo che cosa significherà nel concreto per le famiglie. Il momento della verità arriverà con la decisione dell’Autorità per l’energia, che entro giovedì comunicherà i nuovi adeguamenti delle tariffe relativi al terzo trimestre dell’anno. Nel frattempo, secondo Nomisma, il costo aggiornato di un kilowattora dovrebbe attestarsi a 48,5 centesimi, facendo salire di 194,4 euro all’anno la spesa di una famiglia media che consuma 2700 kwh. Il prezzo del gas dovrebbe essere fissato attorno a 1,57 euro per metro cubo, causando un aumento di 462 euro l’anno, per una famiglia che consuma in media 1400 metri cubi di metano. Un’ulteriore stangata che colpirà come un macigno tutta la cittadinanza italiana.
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Fonte: La Stampa

La denuncia del Codacons

«Se saranno confermati i rincari ogni singola famiglia dovrà mettere in conto una maggiore spesa di 657 euro l’anno: una mazzata che va ad aggiungersi agli altri aumenti di spesa per le bollette causati dai rincari che si susseguono in Italia dalla fine del 2021» denuncia il Codacons. Che per questo chiede di nuovo di tornare a prezzi amministrati dell’energia posto che «i provvedimenti adottati fin qui dal governo e costati oltre 30 miliardi si sono rivelati insufficienti». Nel frattempo l’Italia continua ad aumentare le sue scorte in vista del prossimo inverno, e lo fa a carissimo prezzo, viste le quotazioni attuali. Ieri negli stoccaggi sono stati iniettati ben 98 milioni di metri cubi di gas sui 218,8 in arrivo (il 45% del totale), il triplo rispetto ai livelli di inizio settimana. Bene per le scorte, molto male per i portafogli dei cittadini.
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Fonte: La Stampa

Il suicidio dell’Europa

Nei giorni scorsi il governo ha assegnato a Snam il compito di integrare gli acquisti effettuati dai privati, così da poter arrivare entro fine mese al 60% di riempimento e rispettare la tabella di marcia che entro l’inverno ci dovrebbe far arrivare sopra la soglia di sicurezza del 90%. Nel frattempo, giovedì il livello delle nostre scorte aveva raggiunto il 55,7% e con le immissioni degli ultimi due giorni siamo saliti al 56,7%. Gli operatori premono per continuare a sfruttare il basso livello dei consumi e spingere sulle scorte per avvicinarsi molto rapidamente al 60%. Insomma, la corsa al gas ha preso le sembianze di una vera e propria corsa all’oro. Da che, secondo i cervelloni di Bruxelles e di Palazzo Chigi, dovevamo svincolarci dalle forniture russe mettendo in crisi Mosca, ora ci troviamo a pagarle esponenzialmente di più, in rubli, piegati dalle nostre stesse azioni, le quali ci hanno portato a non avere il minimo potere contrattuale. Una vera e propria strategia del suicidio quella attuata dall’Europa, che probabilmente verrà inserita nei futuri manuali del “Come NON fare le cose”.

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