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“Saliranno ancora”. La Bce non allenta la morsa: l’ultima decisione è l’ennesimo schiaffo all’Italia

Pubblicato il 11/01/2023 13:05 - Aggiornato il 23/06/2023 11:53

In un momento di forti tensioni tra i Paesi membri, con forti proteste soprattutto da parte di quegli Stati che continuano a chiedere a Bruxelles un cambio di rotta, la Banca centrale europea ha invece confermato di voler seguire la solita linea: i tassi continueranno a salire in maniera significativa, per riportare “l’inflazione al 2% sul medio termine”. Questa la decisione annunciata da Isabel Schnabel, membro del comitato esecutivo della Bce e considerata tra i falchi dell’istituto. Come riportato dal Sole 24 Ore, Schnabel è intervenuta al simposio sull’indipendenza della banche centrali, organizzato dalla svedese Riksbank, e ha chiarito che per risolvere il problema dell’inflazione “le condizioni di finanziamento dovranno diventare restrittive”. Tradotto: la Bce alza i tassi. (Continua a leggere dopo la foto)

Bce alza i tassi

Nel piano illustrato da Schnabel, restringendo le condizioni di finanziamento il finanziamento delle energie rinnovabili sarà più costoso, ma la transizione verde “potrà prosperare in modo sostenibile” con il “ripristino tempestivo della stabilità dei prezzi”. Il rialzo dei tassi quindi continuerà perché non nuocerebbe, sul medio termine, alla decarbonizzazione. (Continua a leggere dopo la foto)

Bce alza i tassi

In riferimento alla politica monetaria, Schnabel ha confermato l’orientamento emerso durante l’ultimo Consiglio direttivo del 15 dicembre: “Il Consiglio direttivo ritiene che i tassi di interesse debbano ancora aumentare in misura significativa a un ritmo costante per raggiungere livelli sufficientemente restrittivi da assicurare un ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% nel medio termine”. (Continua a leggere dopo la foto)

Stando a quanto dichiarato da Schnabel, dunque, è confermato un rialzo significativo dei tassi alla prossima riunione del Consiglio il 2 febbraio. Al momento, l’alta inflazione sarebbe “una tassa sugli investimenti, che aumenta l’incertezza e distorce i segnali sui prezzi rilevanti per le decisioni sugli investimenti e potrebbe rallentare la crescita della produzione”,

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