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Autostrade, Italia bloccata nell’ingorgo. Si ferma anche l’Adriatico, ma non il pagamento dei pedaggi

Altro che ripartenza! Doveva essere un’estate in giro per l’Italia, ma la tratta A14, la dorsale delle vacanze più trafficata d’Italia, è un vero e proprio percorso ad ostacoli impraticabile, è un miracolo riuscire a mettere la seconda marcia. Tra gli incessanti cantieri e le continue deviazioni, ben una “decina di viadotti sono a una sola corsia”.

È tanto il disagio provocato a lavoratori e turisti che è scoppiata la protesta. Centinaia di persone manifestano a Masone, a nord di Genova; tra gli slogan più rappresentativi: «Autostrade vergogna», «Senza strade e senza treni in Liguria non ci vieni», «A26, lasciate ogni speranza voi che entrate».

A denunciare la paralisi anche: “il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, il quale “accusa su Facebook il Ministero dei trasporti di cambiare le regole delle ispezioni come se volesse boicottare la Liguria e quindi danneggiare tutto il Nord-Ovest”; Confindustria che parla di un vero e proprio “stato di emergenza,” scrive alla ministra dei trasporti Paola De Micheli e la avverte delle “enormi ripercussioni” che ciò avrà “sull’intero sistema economico”.

Come riferisce la Repubblica è infatti più ancora di Autostrade per l’Italia, il governo a finire sotto tiro. Alla fine Paola De Micheli risponde con un messaggio su Facebook, tutto sulla difensiva. «Per la Liguria vogliamo la sicurezza che non accada più quello che purtroppo è avvenuto nel passato». E qui il quotidiano ci ricorda della tragedia avvenuta il 28 luglio 2013 sull’A14.

“Un pullman precipita dal viadotto Acqualonga sull’A16 Napoli-Canosa. Muoiono 40 persone. Il tribunale di Avellino sequestra i guardrail su quel pezzo di autostrada e anche quelli omologhi sulla A14. Autostrade, che le gestisce entrambe, compie sette passaggi burocratici per avviare i lavori e sostituire le barriere sotto accusa: progetto definitivo, approvazione del Mit, istanza all’autorità giudiziaria per il dissequestro temporaneo, indagini strutturali e geognostiche, progetto esecutivo, nuova approvazione del Mit, nuova istanza all’autorità giudiziaria”.

La revoca delle concessioni è finita nel dimenticatoio, la politica si dimostra per l’ennesima volta impotente e incapace e a farne le spese siamo noi cittadini che oltre al danno aggiungiamo diligentemente la beffa del pagamento del pedaggio.

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