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“Aumentano i casi sospetti”: la pillola Pfizer contro il Covid nel mirino, cosa sta succedendo negli Usa

Pubblicato il 11/05/2022 10:13

La pillola Pfizer rischia di trasformarsi in un vero e proprio caso. Il farmaco annunciato in pompa magna dall’azienda farmaceutica, “in grado di prevenire il Covid” e fortemente consigliato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, è infatti finito nel mirino di un gruppo di esperti americani che in questi giorni hanno evidenziato come alcuni pazienti, colpiti dal virus, abbiano avuto delle ricadute successive all’assunzione della pillola. E così il Paxlovid, questo il nome del prodotto, rischia ora di ritrovarsi circondato di dubbi subito dopo l’arrivo nelle farmacie italiane, avvenuto nel corso delle ultime settimane.

Uno studio inziale svolto su 1.000 adulti aveva mostrato che la pillola era altemente efficace nel prevenire la forma grave del Covid, tanto che il governo Usa ne aveva acquistato una quantità sufficiente a curare 20 milioni di persone. Come spiegato da La Verità, però, poco dopo hanno iniziato ad arrivare le prime segnalazioni di pazienti che ripresentavano i sintomi del virus dopo il completamento del ciclo di Paxlovid, della durata di cinque giorni.

I medici hanno così iniziato a interrogarsi circa l’opportunità di un nuovo ciclo per questi pazienti e sulla reale efficacia della pillola. Pfizer ha cercato di gettare subito acqua sul fuoco, sostenendo che si tratti di pochi casi, ma le segnalazioni sono in aumento. L’agenzia del farmaco si è schierata a difesa del farmaco, sostenendo la sua importanza nel “ridurre in maniera significativa ricoveri e decessi”. Ma ha comunque sconsigliato un secondo ciclo di somministrazioni nei pazienti con ricadute.

I dubbi, insomma, restano. E rischiano di minare sul nascere l’ennesimo business miliardario nel quale Pfizer si è lanciata con anticipo rispetto alle concorrenti, mostrando fiuto invidiabile come in occasione del lancio dei vaccini. A tal proposito, l’Agenzia italiana del farmaco ha avuto comunicazione in questi giorni dell’allungamento della durata di alcuni farmaci anti-Covid prossimi alla scadenza: quelli datati 31 marzo scadranno ora il 30 settembre 2022, quelli teoricamente da buttare ad aprile arriveranno fino a fine ottobre.

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