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Anticipare la terza dose (e la scadenza del green pass?) a meno di sei mesi: il Cts suona l’allarme

Secondo l’ultimo bollettino Covid, sono saliti i contagi in Italia e l’età media dei positivi è di 40 anni. Dei ricoverati, l’età media è 70. “E’ necessaria una maggiore copertura vaccinale e la terza dose soprattutto per i soggetti anziani o con patologie, ma è anche necessario adottare comportamenti prudenti come l’uso della mascherine, l’igiene delle mani e il distanziamento” dichiara Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità, nel corso della conferenza stampa sull’analisi dei dati del Monitoraggio settimanale della Cabina di Regia. “In Italia abbiamo ancora una situazione più contenuta rispetto al resto dell’Europa, ma in crescita”, continua. Brusaferro dichiara che “l’età mediana dei nuovi contagi è leggermente sopra i 40 anni, mentre quella del ricovero è vicina ai 70 anni. La parte legata ai decessi si mantiene sopra agli 80 anni”. Brusaferro parla anche della campagna vaccinale: “Si vede la crescita della curva delle terze dosi, va sottolineato che aumentano per gli over 80, più sensibili agli effetti dell’infezione, ma anche per i trapiantati e i fragili. Da sottolineare anche la quantità di persone però che non hanno ancora fatto la prima dose: parliamo di milioni di persone tra i 30 e i 50 anni- precisa il presidente Iss- Per l’efficacia del vaccino nel mondo reale è confermata una riduzione della protezione a sei mesi per le persone tra i 40 e i 70 anni, resta elevata invece per malattia grave e ospedalizzazione”.

A livello complessivo, “la cabina di regia segnala un rischio moderato e ad alta probabilità di progredire verso scenario a rischio elevato per alcune Regioni: tutti i valori superiore a 1 portano ad un aumento della circolazione del virus. “Questo significa che è importante procedere con la prima dose – continua Brusaferro – per coloro che non hanno fatto la somministrazione, ma anche la terza dose; tutto questo unito al distanziamento, l’uso delle mascherine e l’igiene delle mani. É chiaro che le persone che sono giunte ai sei mesi dal ciclo completo e che sono fragili, devono coprire il gap di protezione con la terza dose, questo vale anche per le persone più giovani”.

Gianni Rezza, direttore generale della prevenzione del ministero della Salute, intanto preme l’acceleratore sulla terza dose. “I dati parlano chiaro: c’è una tendenza all’aumento dell’incidenza e una tendenza anche se graduale all’incremento del tasso di occupazione dei posti in area medica ed intensiva. Una situazione che peggiora quindi, anche se siamo al di sotto dei numeri registrati dai Paesi dell’Europa orientale e nord occidentale. Non possiamo sapere quanto peggiorerà, sappiamo però che la crescita per ora è lenta, grazie alla campagna vaccinale, ai comportamenti e agli strumenti come il green pass, ma c’è un rapido e progressivo peggioramento”. “Sui sei mesi di validità di Green Pass ci si era detto di aspettare questo periodo per valutare, coloro che sono in prossimità dei sei mesi dal ciclo completo sono comunque più giovani, meno a rischio quindi, diversamente dalle persone più anziane e fragili. Anticipare a meno di sei mesi la terza dose- conclude Rezza- può aiutare a contenere la circolazione dell’infezione”.

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