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Ancora malori improvvisi! Polizia penitenziaria e Vigili del Fuoco, i numeri da brivido (VIDEO dal minuto 2.50)

Pubblicato il 08/02/2024 15:00 - Aggiornato il 08/02/2024 15:01
Numeri sempre in aumento. Al contrario delle risposte. Sta diventando un muro contro muro quello sui malori improvvisi. Da una parte, c’è chi preoccupato chiede indagini e spiegazioni. Dall’altra, il costante mutismo di chi quelle spiegazioni dovrebbe darle. O almeno cercarle. Ieri sera, nella trasmissione di Mario Giordano Fuori dal Coro, sono emerse altre verità su ciò che sta accadendo all’interno delle Forze dell’Ordine e dei Vigli del Fuoco. E sono numeri importanti: fra il personale che lavora nelle carceri si sono registrati 41 decessi nell’ultimo anno. La fonte è il Sindacato di Polizia Penitenziaria Osapp. Per capirci, in percentuale è il 200% in più rispetto agli anni precedenti. Un’enormità che è stata segnalata alle autorità competenti. Ancora una volta, su questi dati è calato il silenzio. (continua dopo la foto)
Ma anche fra i Vigili del Fuoco le cose non vanno meglio. A raccontarlo è Antonino Musco, Segretario Nazionale di FISI Vigili del Fuoco. “La situazione”, spiega Musco nella sua intervista, “sicuramente è drammatica. Rispetto a tre anni fa, l’incidenza dei malori improvvisi è aumentata. Sono letteralmente esplosi come numeri. Fra i venti e i trenta al mese sul territorio nazionale. Numeri che non si sono mai visti prima”. A confermare i dati, la testimonianza di un vigile del fuoco che ha voluto rimanere anonimo. (continua dopo il video) <> L’aumento di morti improvvise in queste categorie è ancora più preoccupante. Perché si tratta di individui che, per la mansione che svolgono, devono essere in perfetta forma. E sono costantemente monitorati. “Abbiamo richiesto una risposta, anche al governo e alla presidenza della Repubblica”, conclude amaramente Musco. “Ma siamo stati ignorati”. E non sono solo i sindacati a chiedere chiarimenti. Ma tutti i parenti delle vittime. Arriverà mai una risposta? A questo punto, è lecito dubitarne.