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Anche i Benetton chiedono 1,8 miliardi. Dopo gli Agnelli prosegue la saga dell’assurdo

La situazione relativa ai finanziamenti con garanzia statale fino ai 25.000 euro per le PMI continua ad essere un pasticcio. La stessa Task Force che ne era predisposta al monitoraggio non fornisce dati certi sulla quantità di soldi già erogati.

Di fatto i soldi non arrivano, tant’è che il presidente Conte e il ministro Gualtieri sulla scia della precedente richiesta rivolta alle banche di compiere un “atto d’amore”, ora chiedono di accelerare le tempistiche.

Secondo una stima fornita dal Centro Consumatori sembrerebbe infatti che su 5 miliardi solo 1 è stato erogato alle imprese. Parallelamente a questo scenario accade che il potente gruppo Atlantia, autostrade per l’Italia, si affianca alla Fiat e chiede un paracadute dal valore di 1,8 miliardi. La cifra dovrebbe tamponare gli effetti sulla liquidità del Coronavirus che ha azzerato il traffico nel mese di marzo e aprile.

Alcune fonti riferiscono che la società necessiterebbe di almeno due miliardi per riuscire a finanziare gli investimenti, il circolante e i costi operativi, di cui le casse dello Stato dovrebbe farsi carico e che si aggiungono ai 6,3 per garantire il finanziamento alla Fca.

Non solo non si parla più della revoca alle concessioni, la caduta del ponte Morandi non ha ricevuto il seguito dovuto, ma adesso la super compagnia dei Benetton, che negli anni ha dimostrato ampiamente di pensare più agli utili che alla garanzia di un dignitoso servizio al Paese, prova ne sono le condizioni disastrose in cui riversa il sistema stradale, è nella condizione di poter ottenere i soldi con la garanzia statale.

Insomma, in Italia non c’è mai limite all’ingiustizia. I meccanismi di suporto, sia in termini di quantità che di qualità, sembrano differire completamente a seconda dell’impresa richiedente. Una cosa è certa, i piccoli imprenditori sono sempre più abbandonati a loro stessi, mentre i grandi gruppi trovano sempre il modo per guadagnarci. Uno Stato che si conferma, come sempre, forte con i deboli e debole con i forti.

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