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Ama, bonus della discordia ai netturbini. Il Pd si stringe a Gualtieri: “Fake news”. Ma un documento lo sconfessa

Pubblicato il 19/11/2021 18:09

I premi di Ama ai netturbini “per non darsi malati” hanno scatenato un vespaio di polemiche a Roma. Le critiche sono state così accese che Gualtieri è stato costretto a tornare sul caso nel corso della presentazione delle linee programmatiche della sua consiliatura. Secondo lui “non esiste alcun bonus per chi non si dà malato, ma un premio di produttività la cui fruizione è siglata dall’aumento della produttività. Si tratta di un normalissimo premio di produttività ed è legato a una maggiore produttività”.

Sul punto è intervenuta anche l’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi: “L’intesa ha come unico obiettivo quello di aumentare il tasso di presenza dei lavoratori dal 22 novembre al 9 gennaio, in concomitanza con il piano straordinario di pulizia della Capitale. Il premio di produttività non è, dunque, legato alle assenze per malattia, ma alla disponibilità del lavoratore a garantire la massima presenza in funzione del piano straordinario anche in relazione ad esigenze di natura personale come ferie e recuperi orari”.

“Ancora una volta la destra ha perso l’occasione di evitare una figuraccia e, non paga di quelle collezionate durante la campagna elettorale, oggi ha cercato di stravolgere il significato di un accordo tra Ama e sindacati. Un accordo che non premia né furbetti, né scansafatiche bensì quei lavoratori che consentiranno a Roma di essere più pulita, anche rinviando ferie e permessi durante le festività natalizie”, aggiunge Giammarco Palmieri, consigliere dem e presidente della commissione Ambiente.

(immagine via Repubblica)

Ma nonostante gli animi dei dem si siano scaldati, è emerso un verbale siglato giovedì da Ama e i sindacati al termine di sette ore di trattativa. Secondo quanto riporta Repubblica, i premi verranno erogati se i dipendenti riusciranno a pulire la città, a rimuovere i cumuli di immondizia attorno ai cassonetti e le mini-discariche abusive. Oppure se si registrerà “una riduzione del tasso di assenza per malattia di almeno il 10% (almeno nei mesi di dicembre e gennaio) rispetto alla percentuale registrata nei mesi di settembre e ottobre 2021”.