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A casa alle 20 e Pasqua chiusa. Il nuovo piano Draghi contro il Covid

Tanto per cambiare, cambiamo un’altra volta. Prepariamoci perchè c’è chi ha proposto perfino l’introduzione di un nuovo colore!

Le novità che entreranno a far parte della nostra quotidianità a partire da domani (6 marzo) con il nuovo Dpcm che avrà scadenza il 6 aprile, potrebbero non bastare! Il governo tira avanti la gamba, ritenendo che quello che dovrà attivarsi sia già troppo obsoleto o da alcuni inadeguato a fronteggiare l’aggressività della terza ondata, e progetta un altro piano. 

Le restrizioni del nuovo Dpcm sono “probabilmente insufficienti”così il governo valuterà nelle settimane che verranno l’evoluzione della curva epidemiologica ed eventualmente imporrà nuove strette.

Tra le proposte avanzate, se esploderanno i contagi, l’introduzione del colore giallo intenso (proposta avanzata da Brusaferro) che anticiperà il coprifuoco alle 20 per tutte le Regioni e la possibilità che a Pasqua tutto sarà chiuso. Nella sostanza si replicherà quanto successo a Natale.

Il sistema della stretta dei giorni festivi e prefestivi in rosso (Pasqua e Pasquetta incluse), significherebbe “negozi, bar e ristoranti chiusi, confini comunali sbarrati. Tutti costretti a restare a casa: si esce solo per ragioni di necessità, salute e lavoro”, ricorda il Messaggero. 

Martedì durante l’ultimo vertice governativo, che ha visto la partecipazione di Brusaferro, Franco Locatelli (Consiglio superiore della Sanità) e Agostino Miozzo (coordinatore del Cts), aleggiava nell’aria la soluzione di un lockdown generale di 3-4 settimane: proposta che sarebbe stata considerata come la migliore da Guido Bertolaso e da decine di virologi. 

Dai piani alti rassicurano: “L’eventuale nuova stretta però non dovrebbe durare più di un mese. Gli esperti sono convinti che dopo Pasqua la situazione migliorerà”. 

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