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3 anni fa la tragedia del Morandi: invece di fargliela pagare, abbiamo pagato noi Benetton

Sono passati tre anni da quello schianto violento, drammatico, che gettò l’Italia nello sconforto. Il 14 aprile 2018 un Paese intero si fermava, con il cuore in gola, ad assistere alle terribili immagini che arrivavano da Genova, dove il Ponte Morandi era di colpo crollato trascinando con sé 43 persone, strappate alla vita in una manciata di secondi. Una tragedia seguita da polemiche e veleni, con la famiglia di imprenditori Benetton inchiodata alle proprio responsabilità dalle indagini: zero manutenzione, zero sicurezza, uno stato di totale abbandono delle nostre tratte. Con promesse battagliere da parte soprattutto del M5S: “I responsabili pagheranno”. Tre anni dopo, tutte quelle promesse sono state tradite.

Si sono susseguite, col passare dei mesi, rivelazioni sempre più scioccanti. L’audio choc di Michele Donferri Mitelli, braccio destro dell’ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Giovanni Castellucci, che ammetteva candidamente in una telefonata: “Qua se famo male, quello va di sotto”. Consapevole, prima della tragedia, del rischio. Le ammissioni di Roberto Salvi, membro operativo del risk management sempre di Aspi, che confessava di non essere “nemmeno mai stato a Genova”, nonostante il compito di vigilanza. Invece di cacciar via i Benetton come promesso e riappropriarci delle nostre autostrade, però, abbiamo finito per regalare loro miliardi. Uno schiaffo durissimo in faccia alle famiglie delle vittime.

Delle promesse del Movimento Cinque Stelle, che parlava chiaramente di “revoca delle concessioni”, non è rimasto che polvere. I grillini, nel frattempo, sono diventati la fedele ombra del Partito Democratico. E insieme, dem e pentastellati, hanno firmato un accordo sciagurato: i Benetton si faranno sì da parte, ma con il portafogli più gonfio che mai. Gli imprenditori trevigian otterranno infatti una dote ghiottissima, ben 5 miliardi di euro, mentre allo Stato toccherà un pesante esborso per rimettere le mani sulle nostre infrastrutture.

Un disastro che ha visto i famigliari delle vittime gridare allo scandalo più e più volte, chiedendo di non essere più nominati durante le ultime, vuote cerimonie in ricordo della tragedia. E che ci lascia tra le mani, a tre anni di distanza, la sensazione di una beffa insopportabile, per la quale dobbiamo ringraziare Pd, Cinque Stelle e combriccola varia, campioni assoluti di impegni traditi.

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